Fare la spesa è diventato un percorso a ostacoli tra claim pubblicitari, semafori nutrizionali e scritte in piccolo. Saper decifrare l’etichetta non serve solo a mangiare meglio, ma anche a non farsi ingannare dal marketing. Ecco la bussola per orientarsi in 5 punti.
1. L’ordine degli ingredienti non è casuale
È la regola d’oro: gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di quantità.
- Il primo ingrediente della lista è quello più abbondante.
- Se in una crema di nocciole il primo ingrediente è lo zucchero e non le nocciole, state comprando zucchero aromatizzato.
Consiglio: Le liste corte sono spesso indice di prodotti meno processati. Se leggete termini impronunciabili o sigle chimiche infinite, lasciate il prodotto sullo scaffale.
2. Occhio ai “falsi amici”: Zuccheri e Grassi nascosti
Spesso lo zucchero si nasconde sotto pseudonimi: sciroppo di glucosio-fruttosio, destrosio, maltodestrine, sciroppo d’agave.
- Controllate la tabella nutrizionale alla voce “Di cui zuccheri”: se supera i 15-20g su 100g, è un dolce mascherato.
- Per i grassi: verificate la quantità di grassi saturi. Meno ce ne sono, meglio è per il cuore.
3. “Da consumarsi entro” vs “Preferibilmente entro”
Confondere queste due diciture genera tonnellate di spreco alimentare (e soldi buttati).
- “Da consumarsi entro” (Data di scadenza): Riguarda la sicurezza. Oltre quella data il prodotto (come latte fresco o uova) può essere nocivo. Non mangiatelo.
- “Da consumarsi preferibilmente entro” (TMC): Riguarda la qualità. Oltre quella data il biscotto o la pasta potrebbero essere meno fragranti, ma non sono pericolosi. Potete consumarli tranquillamente ancora per qualche tempo.
4. La provenienza conta (e si deve vedere)
Cercate sempre l’origine della materia prima, non solo dove è stato confezionato il prodotto.
- “Prodotto in Italia” a volte significa solo che l’ultima lavorazione è avvenuta qui.
- Per pasta, riso, pomodoro, latte e formaggi l’indicazione dell’origine in etichetta è obbligatoria. Prediligete il 100% italiano o filiere controllate UE.


5. L’etichetta ambientale
Dal 2023 è obbligatorio indicare come smaltire l’imballaggio. Non andate a intuito: leggete se la confezione va nella plastica, nella carta o nell’indifferenziata. Un consumatore attento rispetta anche l’ambiente (e il decoro del proprio comune).
6. Il trucco del “Senza…” e del “Ricco di…”
Non fermatevi agli slogan sulla confezione frontale.
“Light” o “Leggero” spesso nasconde addensanti per compensare la mancanza di grassi.
Leggete sempre il retro: la verità è scritta lì, in piccolo.
“Senza zuccheri aggiunti” non significa senza calorie (potrebbe avere dolcificanti)

